Una pratica assidua
Le Scuole buddhiste hanno variamente interpretato le modalità in cui si esprime
la pratica della meditazione. Nichiren Shonin, che la Honmon Butsuryu Shu venera
come Maestro (Mahasattva e Bodhisattva) e Guida per i nostri tempi (l'epoca di Mappo
o periodo di decadenza del Dharma, Ultimo Giorno della Legge), ha indicato e trasmesso
una via contemplativa davvero praticabile da tutti: dai bambini come dagli anziani,
da coloro che sono afflitti da disagio fisico, come dai giovani in perfetta salute,
dalle persone notevolmente acculturate, come da noi persone semplici.
La pratica, genuina ed efficace, consiste nell'ascolto e nella assimilazione della
Dottrina del Buddha unita alla recitazione o invocazione del Odaimoku, icona verbale
o titolo del Sutra del Loto, preceduta dal termine Namu o meglio, dalla sua contrazione
in Nam (che significa devozione e dedizione): Nam-myo-ho-ren-ge-kyo.
Tale formula sacra o mantra, contenuta e celata, sempre secondo Nichiren Shonin
nel Sutra del Loto (uno dei più venerati e conosciuti in tutto l'oriente), viene
recitata con attenzione e devozione, ad un ritmo sufficientemente sostenuto di circa
190 battute al minuto, come un canto in retto tono, ad alta voce, contemplandone
la rappresentazione grafica e simbolica iscritta su una pergamena, il mandala-Gohonzon
custodito negli altari o Butsudan, presso le abitazioni dei fedeli.
I caratteri di Namu Myohorengekyo, iscritti al centro dell'icona consacrata, rendono
presente nel simbolo e quindi realmente, l’anima e lo spirito stesso del Buddha
Eterno e Originale Shakyamuni del Sutra del Loto: il Dharma o Myoho, la Fonte perenne
e la scaturigine della vita, la forza immensa, alla cui energia e potenza, possono
attingere i praticanti, invocando con fede il Odaimoku stesso, con cura e rispettosa
concentrazione, realizzando così una comunione fattiva con la propria essenza o
Natura di Buddha, la quale sola purifica il karma negativo accumulato, migliorando
così la nostra vita.