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Nichiren Shu

Faq

Nichiren Shu e HBS la dottrina a confronto

Il tre e il quattro settembre del 1998, a Tokyo, si è tenuta una conferenza di studio organizzata dalla Scuola Buddhista Nichiren Shu del Monte Minobu. Io sono stato invitato in qualità di ospite per esporre e discutere l'insegnamento del Maestro Nichiryu Daishonin (1384-1464) incentrato sulla dottrina denominata Geshu: "porre il seme nelle menti di tutti gli esseri viventi", ovvero porre la causa dell'Illuminazione. Durante il primo giorno della conferenza ho avuto modo di parlare per circa novanta minuti innanzi ad un auditorio formato da almeno cinquanta persone, compresi i monaci della Nichiren Shu e gli studiosi di varie tradizioni buddhiste. Il secondo giorno è stato caratterizzato da una sessione di domande e risposte tra me e i monaci della Nichiren Shu della durata di circa tre ore. Devo dire che si è trattato di una discussione estremamente significativa ed utile per il sottoscritto. Mi è stato dato modo, infatti, di comprendere appieno quali siano le differenze di opinione tra la Scuola del Monte Minobu, la Nichiren Shu, e la nostra Scuola, la Honmon Butsuryu Shu; differenze che si collocano tutte in due punti: il significato del Gohonzon e l'insegnamento della Semina della Buddhità nella mente degli esseri viventi. Tra l'altro, ho avuto modo di riaffermare ancora una volta che la Honmon Butsuryushu è stata in grado di ereditare l'insegnamento corretto e di trasmetterlo alle persone proprio grazie all'avvento del Grande Maestro Nichiren e del suo discepolo Nichiryu.

Al termine della sessione di domande e risposte, due monaci della Nichiren Shu si sono avvicinati a me e mi hanno confermato quanto già ritenessi vero: "Crediamo, a ragion veduta, che la Honmon Butsuryushu sia una vera e propria Scuola spirituale".

Nisso R. Fukuoka



a. Cos'è la Vera illuminazione?
b. La Natura di Buddha e il seme della Buddhità
c. Recitare il sutra del Loto è Hobo?
d. Nichiren Daishi, il grande Maestro della nostra Epoca di Mappo
e. La dottrina della duplice realtà del Buddha
f. La Verità e il mondo del Sutra del Loto
g. Il Mandala-Gohonzon






Sono veramente felice che mi sia stata data questa magnifica opportunità per esporre ai monaci della Nichiren Shu gli insegnamenti del grande Maestro Nichiren e dei due Shonin, Nichiryu e Nissen. Questa è anche una grande occasione per affermare che la Honmon Butsuryushu ha tutto il diritto di essere considerata una vera religione, legittimata dai suoi stessi insegnamenti.

Dal momento che ho avuto modo di discutere sull'insegnamento di Geshu, la Semina della Buddhità, sarei felice di chiarire qualsiasi dubbio possiate avere in merito.



Cos'é la Vera Illuminazione ?

Maestro della Nichiren Shu: Sin dai tempi più remoti vi sono state delle divergenze di opinione riguardo agli insegnamenti spirituali. Nella vostra lezione avete menzionato il fatto che gli esseri viventi di capacità inferiore non possono conseguire l'Illuminazione a meno che non pratichino e accumulino così i meriti nel corso della loro esistenza (Sanzu-Jofu-Ronso).

Tuttavia vi sono alcuni di noi, in questo auditorio, che ritengono che l'Illuminazione possa essere raggiunta dagli esseri di capacità inferiore attraverso il supporto fornito loro dalla pratica di Eko, il potere del Sutra del Loto che consente di trasferire i meriti da una persona ad un'altra. Potete spiegare cosa sia l'Illuminazione e quale sia il concetto stesso di Illuminazione secondo la Honmon Butsuryushu?

Rev. Nisso Fukuoka: Vi sono tre teorie dottrinali a proposito del Sutra del Loto che sono state formulate dal Venerabile Maestro T'ien-t'ai e sono conosciute come Sanju-kyoso. L'insegnamento della Honmon Butsuryushu si basa sulla terza teoria, ovvero sul Buddha Eterno del Remoto Passato, che portò a termine le pratiche esoteriche (Vera Causa della Buddhità), e che raggiunse il mondo dell'Illuminazione (Effetto della Buddhità). Il Buddha Eterno Shakyamuni, che acquisì i due meriti di Honnin-myo e Honga-myo evocò il Bodhisattva Jogyo e gli impartì le lezioni del Remoto Passato, avvolgendo i due meriti nel Daimoku e istruendolo per la diffusione dell'insegnamento del Remoto Passato inerente alla legge della Semina.

Tra coloro che ricevettero i Semi di Buddha, vi furono alcuni che credettero con fede nel Dharma mentre altri persero la propria mente e si smarrirono. Quelli che persero la Via erano esseri che avevano cercato di comprendere il Dharma per ragionamento e logica piuttosto che per sola fede.

Il Dharma che il Bodhisattva Jogyo doveva trasmettere all'umanità era contenuto esclusivamente negli Otto Capitoli di Honmon del Sutra del Loto, che egli ricevette dal Buddha Eterno. Questi, gli insegnamenti del Remoto Passato, riguardavano la fede nel Daimoku, la sua invocazione e la sua diffusione per trasmetterne i meriti agli altri.

Come chiarito dallo Shishin Gohon Sho, uno dei più importanti documenti religiosi [della nostra Scuola], i Quattro Stadi della Fede e i Cinque Stadi della Pratica sono una condizione della mente e dell'Illuminazione. La pratica corretta consiste nella rispettosa invocazione del Daimoku e nell'astensione dall'uso della propria mente. Il grande Maestro Nichiren disse:

Quando veneriamo il Dharma di Myohorengekyo, l'essenza della nostra stessa vita, ed invochiamo Namu Myohorengekyo, manifestiamo simultaneamente la Natura di Buddha in noi stessi e nell'ambiente che ci circonda.

Coloro che smarrirono la propria mente e si allontanarono sono coloro che entrarono in disaccordo con gli insegnamenti dell'Honmon e che confidarono, invece, nello Shakumon. Costoro allora caddero nel mondo illusorio dei sei Mondi inferiori dell'esistenza. Tuttavia il Buddha Eterno, che è colmo di benevolenza, tenta continuamente di salvare gli esseri viventi per farli tornare alla condizione del Dharma originale del Remoto Passato.

Per guidare gli esseri viventi lungo la via del ritorno alla condizione del Dharma originale del Remoto Passato, il Buddha Eterno apparve nella forma del Buddha Daitsu nel lontano passato di sanzen jintengo. Nel periodo che intercorse fra l'apparizione del Buddha Daitsu e l'avvento del Buddha Shakyamuni, il Buddha Eterno trasformò le Sue sembianze in vari Buddha e predicò i Suoi insegnamenti per guidare gli esseri viventi a tornare alla condizione dell'insegnamento originale del Remoto Passato. Questi erano gli insegnamenti predicati dai vari Buddha.

Quando il Buddha Shakyamuni ha predicato l'insegnamento di Honmon, nel sedicesimo capitolo del Sutra del Loto, Nyorai Juryo, ha rivelato di essere il Buddha Eterno che raggiunse l'Illuminazione nel Remoto Passato e che gli esseri viventi avevano ricevuto gli insegnamenti della Semina in quel tempo lontano. Coloro che erano presenti, udendo gli insegnamenti del sedicesimo capitolo finalmente compresero [la loro relazione con il Buddha]. Questa fase è conosciuta come Datsu, o "Stadio di fruizione dei semi piantati". Detta fruizione, tuttavia, non può ancora essere considerata Illuminazione. La fruizione non era altro che uno stato mentale mentre l'Illuminazione è il ritorno all'insegnamento originale di Kuon, il Remoto Passato.

La teoria degli Otto Capitoli di Honmon del Sutra del Loto -dal 15° al 22°- è la via del ritorno allo stadio dell'insegnamento originale del Remoto Passato. Per quale ragione proprio questi otto capitoli? La ragione risiede nel fatto che il Bodhisattva Jogyo presenziò soltanto all'esposizione degli insegnamenti contenuti negli Otto Capitoli di Honmon. Lo stato di Illuminazione descritto e spiegato negli otto capitoli è il primo dei Quattro Stadi della Fede e dei Cinque Stadi della Pratica. In altre parole esso è la pratica volta a generare un solo momento di fede, gioia e comprensione (ichinen shinge). Se ciò è vero, allora è fuori discussione che l'umanità possa conseguire l'Illuminazione senza aver partecipato direttamente alla pratica spirituale.

Ad ogni modo, la Honmon Butsuryushu non afferma di certo che i meriti non possano essere trasferiti agli spiriti dei defunti o che non si possa essere salvati dal mondo della sofferenza attraverso la pratica buddhista. Ma bisogna tenere conto che il conseguimento della vera Illuminazione e l'alleviare le sofferenze degli spiriti dei defunti, sono due cose completamente differenti.

In accordo con l'insegnamento del Buddha, la Honmon Butsuryushu insegna che le anime che non possono riposare in pace o gli spiriti che non possono essere aiutati attraverso la pratica del trasferimento dei meriti possono essere salvati con l'invocazione del Daimoku. Ma non si può ancora parlare di Illuminazione nel vero senso della parola. Il Buddhismo insegna la dottrina di causa ed effetto. Non è logico ritenere che una persona che non ha concretamente svolto la pratica spirituale (causa) possa conseguire l'Illuminazione (effetto). È necessario che la pratica spirituale venga condotta personalmente, solo questo conduce all'Illuminazione. Il significato del trasferimento dei meriti risiede nel risvegliare le anime dormienti e guidarle alla pratica spirituale. Possiamo quindi dire che il trasferimento dei meriti non sia altro che l'indicare il sentiero allo spirito del defunto che, una volta rinato, dovrà intraprendere personalmente la pratica dell'invocazione del Daimoku.



Natura di Buddha e Seme della Buddhità

Rev. Nisso Fukuoka: Vorrei ora discutere a proposito della relazione esistente fra la Natura di Buddha e il seme, dal punto di vista del grande Shonin Nichiryu. La mente ha in sé la Natura di Buddha e il Daimoku è il seme . È opinione comune che la Natura di Buddha possa essere definita come una sorta di Buddha dormiente o come un diamante o una gemma opaca che non brilla. Dunque è necessario scuotere il Buddha sopito per risvegliarlo, e il Daimoku è il mezzo per ottenere il risveglio, oppure si deve lucidare la gemma per farla splendere. Questo procedimento di "pulizia" è quello che viene detto "Illuminazione". Tuttavia questa non è l'opinione di Nichiryu Daishonin. Se il Daimoku è solo un mezzo per risvegliare la Natura di Buddha dormiente e per purificarla come fosse una gemma opaca, allora potrebbero esservi altri metodi per ottenere lo stesso risultato. Forse un'elite di praticanti potrebbero sistematizzare ed esporre altri metodi per risvegliare e attivare la Natura di Buddha. Tuttavia questa è un'opinione inesatta: dal punto di vista della dottrina della Semina, il Daimoku non può essere considerato semplicemente come un mezzo. Il Daimoku contiene i meriti della Causa e dell'Effetto del Buddha Eterno. L'Illuminazione non può essere raggiunta a meno che non si piantino i Semi di Buddha con l'invocazione del Daimoku. In altre parole non si dovrebbe enfatizzare esclusivamente sulla Natura di Buddha, ma si dovrebbe dare risalto al fatto che il Daimoku è il cuore della Semina della Buddhità e che i Semi di Buddha non possono essere sostituiti da nient'altro che l'invocazione del Daimoku.

Maestro della Nichiren Shu: L'espressione Kyochi Myogo indica la fusione di soggetto e oggetto. Qual è il punto di vista della Honmon Butsuryushu in merito alla relazione fra kyo, l'oggetto, e chi, il soggetto?

Rev. Nisso Fukuoka: Il Gohonzon, venerato sia dai monaci che dai praticanti laici, è generalmente considerato essere come uno specchio, come la materializzazione della propria vita: "l'oggetto". I monaci e praticanti laici che venerano il Gohonzon, invocando il Daimoku, sono quindi" il soggetto". Sempre secondo la logica della dottrina Tendai, le leggi della società sono lo specchio, "l'oggetto", mentre le persone che le osservano sono "il soggetto". Tuttavia, queste idee sono l'esatto opposto dell'insegnamento della Honmon Butsuryushu: il Gohonzon è "il Soggetto" e noi, i praticanti, siamo "l'oggetto". Il Gohonzon è come se emettesse raggi di luce verso di noi; i vari Buddha, Bodhisattva e Shoten Zenjin, i nostri salvatori presenti spiritualmente nel Gohonzon, sono il soggetto. In altre parole, in accordo con gli insegnamenti di Nichiryu Daishonin, le dottrine inerenti al Gohonzon, all'Illuminazione, alla Pratica e all'Emancipazione sono tutte basate sugli insegnamenti contenuti negli Otto Capitoli di Honmon del Sutra del Loto: produrre un solo momento di fede e comprensione e gioire (ichinen shinge) nell'invocazione del Daimoku all'unisono con gli altri praticanti.

Maestro della Nichiren Shu: La spiegazione del Reverendo Fukuoka su "soggetto e oggetto" mi dà modo di considerare la questione da un'altra prospettiva e devo dire di trovarmi completamente d'accordo con voi. Ad ogni modo, avete affermato che la dottrina della Semina si basa sugli insegnamenti del grande Maestro Nichiren, la reincarnazione del Bodhisattva Jogyo. Avete anche enfatizzato il fatto che l'umanità dell'epoca di Mappo non può ricevere gli insegnamenti inerenti alla Semina della Buddhità se non dalle mani del Bodhisattva Jogyo. Mi sembra quindi di capire che gli insegnamenti della Honmon Butsuryushu si basino sulle dottrine del grande Maestro Nichiren trasmesse dai due Shonin Nichiryu e Nissen. In questo caso, la parola chiave sembra essere Geshu, la Semina, la Vera Causa della Buddhità.

La Nichiren Shu non ha una visione dottrinaria così omogenea. Noi non abbiamo una dottrina uniforme a proposito delle vere intenzioni del grande Maestro Nichiren. I monaci della Nichiren Shu seguono gli insegnamenti di studiosi indipendenti, come Kanko Mochizuki o Kyoko Motai, o si fanno delle idee proprie attraverso lo studio personale. Ne consegue che la Nichiren Shu è una Scuola che comprendente diverse parti e correnti. Perciò, da un punto di vista positivo, possiamo dire che la Nichiren Shu è un'organizzazione aperta e incline alla discussione. Dal punto di vista negativo, la Nichiren Shu manca di coerenza e, a proposito della dottrina, rimane sul generico. Noi, a differenza della Honmon Butsuryushu, non abbiamo delle parole chiave come Geshu, né affermiamo che il cuore dell'insegnamento del grande Maestro Nichiren risiede nella dottrina della Semina. Il nostro modo di utilizzare e di riferirci al termine Geshu è piuttosto diverso da quello della Honmon Butsuryushu. Vorrei quindi chiedervi per quale ragione affermate che Geshu, la Semina, sia proprio per il periodo del Mappo? E per quale ragione, in questa nostra epoca di Mappo, l'umanità dovrebbe accettare questa dottrina?

Rev. Nisso Fukuoka: Prima di tutto lasciatemi esporre le tre fasi inerenti alla Buddhità: Shu-juku-datsu. Shu si riferisce alla semina, Juku è la coltivazione e Datsu è la maturazione del Seme, la fruizione. Il Remoto Passato era lo stadio della semina; il periodo intercorso fra il Buddha Daitsu e il Buddha Shakyamuni, che guidarono gli esseri viventi al ritorno all'insegnamento originale del Remoto Passato, era il periodo della coltivazione; il periodo degli insegnamenti degli Otto Capitoli di Honmon del Sutra del Loto sono la maturazione, il raccolto. Questo ciclo è l'insegnamento del Buddha Eterno sulla salvezza. Il periodo di Mappo è il ritorno alla fase della semina della Buddhità nella mente degli esseri viventi, ed è cominciato con l'avvento del grande Maestro Nichiren. Per quale ragione? Perché egli era il primo discepolo, colui che ricevette gli insegnamenti della Semina dal Buddha Eterno nel Remoto Passato: la reincarnazione del Bodhisattva Jogyo. Per quale ragione riteniamo che il grande Maestro Nichiren sia la reincarnazione del Bodhisattva Jogyo? Perché questo è quel che emerge dalle prove documentarie. Il Maestro stesso, dopo aver affrontato numerose persecuzioni e difficoltà, comprese di essere la reincarnazione del Bodhisattva Jogyo.

Come viene spiegato nell'Honmon del Sutra del Loto, nel quale viene rivelata la natura eterna del Tathagata, il Buddha aveva rifiutato di affidare gli insegnamenti della Semina, per l'epoca di Mappo, ai Bodhisattva di Shakke: è con l'apparizione del grande Maestro Nichiren, dopo il Nirv?na del Buddha Shakyamuni, che è iniziato il tempo della diffusione degli insegnamenti della Semina. Inoltre gli insegnamenti inerenti alla semina e alla coltivazione dei Semi di Buddha dovevano essere trasmessi a quelle persone che non avevano mai partecipato alla pratica del Daimoku [sin dal Remoto Passato]. Per questa ragione, dobbiamo assolutamente cogliere questa opportunità per avviare la sequenza di Shu-juku-datsu nella nostra mente.



Recitare il Sutra del Loto è Hobo?

Domanda dall'auditorio: Capisco che il Daimoku sia il ma credo che vi siano molte persone in questo auditorio le quali ritengono che, attraverso una accurata recitazione del Sutra del Loto sia ugualmente possibile piantare il . Infatti vi sono numerosi templi nei quali viene enfatizzata la recitazione del Sutra del Loto piuttosto che l'invocazione del Daimoku.

La Honmon Butsuryushu non solo disapprova la recitazione del Sutra del Loto, ma la considera addirittura un hobo, un'offesa nei confronti del Dharma. Potete spiegare meglio il vostro punto di vista?

Rev. Nisso Fukuoka: Quando Nissen Shonin incontrò l'insegnamento spirituale del grande Maestro Nichiren decise di entrare nella Scuola Honmon Hokke del Buddhismo Nichiren. Questa Scuola recitava il Sutra del Loto, e considerava il Daimoku come una pratica secondaria e spesso i suoi praticanti si astenevano dall'invocarlo.

Nel corso dei suoi studi sull'insegnamento dei grandi Maestri Nichiren e Nichiryu, Nissen Shonin comprese che la pratica della recitazione del Sutra del Loto era contraria alle vere intenzioni dei due Maestri. Vi sono due modi per recitare i sutra: uno è la recitazione dei sutra in lode del potere meritorio del Dharma e del Buddha contenuto nel Daimoku, il quale deve essere invocato con gioia e gratitudine. L'altro metodo consiste nella recitazione dei sutra al posto del Daimoku, ovvero enfatizzare il potere del Sutra a scapito del potere del Daimoku. La Honmon Butsuryushu non afferma affatto che recitare i sutra sia una pratica scorretta, ma dal momento che è una pratica imprudente, Nissen Shonin affermò che se si ha tempo per recitare il Sutra del Loto è meglio che lo si impieghi per invocare il Daimoku.

Anche un bambino di tre anni può praticare il Daimoku. Vi sono alcuni "monaci professionisti" che danno grande importanza alla recitazione dei sutra [poiché sono i soli in grado di farlo]. Anche i praticanti credono che la recitazione dei sutra svolta dai monaci in loro vece sia più efficace che recitarli da sé. Possiamo dire che questi cattivi esempi di pratica derivino dalla recitazione dei sutra.

Il grande Maestro Nichiren disse:

Anche altri leggono il Sutra del Loto, ma lo leggono solo con le labbra, ne pronunciano le parole, ma non lo leggono nella loro mente.

Credo che questo tipo di pratica sia una grave offesa al Gohonzon. Nella Honmon Butsuryushu noi recitiamo i sutra contenuti nel Myoko Ichiza, il testo liturgico che venne redatto da Nissen Shonin, ed esso include, fra l'altro, il ventunesimo capitolo del Sutra del Loto.

Domanda dall'auditorio: La pratica quotidiana della recitazione del Daimoku è la stessa in ogni tempio? E ancora: il Daimoku viene recitato anche durante le cerimonie speciali svolte per i Buddha?

Rev. Nisso Fukuoka: Si, in entrambi i casi. Nella Honmon Butsuryushu la recitazione delle preghiere è molto breve in confronto all'invocazione del Daimoku.

Maestro della Nichiren Shu: Mi sembra una prassi molto seria. Nella nostra Scuola, la Nichiren Shu, ai monaci novizi viene insegnato che gli uomini devono avere coraggio, le donne devono essere affabili e i monaci devono essere bravi nella recitazione dei sutra. È una sorta di stile all'interno della Scuola. Ora che ho avuto modo di ascoltare le vostre spiegazioni sono giunto alla conclusione che la pratica principale della Honmon Butsuryushu è la recitazione del Daimoku.



Nichiren Daishi, il grande Maestro della nostra Epoca di Mappo

Ora, sebbene il Daimoku possa a ragione essere considerato il seme del Buddha, diversi di noi, nella Nichiren Shu, hanno opinioni divergenti riguardo alla persona che ci ha trasmesso il Daimoku stesso. Alcuni ritengono che sia stato Nichiren Shonin. Altri credono che sia stato il Buddha Shakyamuni, che apparve come essere umano in India quasi tremila anni fa. Qual è la dottrina della Honmon Butsuryushu?

Rev. Nisso Fukuoka: Il nostro più grande antenato spirituale è il grande Maestro Nichiren, che è dotato delle tre virtù di maestro, sovrano e genitore: egli è insostituibile e la spiritualità di Honmon è basata sul suo insegnamento. Il grande Maestro Nichiren non è altri che il Discepolo Originale del Buddha (Honge). Egli ricevette il Dharma (trasmissione del Daimoku) direttamente dal Buddha di Kuon nello St?pa dei sette tesori quasi tremila anni fa. In seguito il grande Bodhisattva Jogyo apparve in questo mondo contaminato dai tre veleni durante il periodo di Mappo per seminare nella mente di tutti gli esseri viventi la Vera Causa della Buddhità: il Seme della Buddhità, Namu Myohorengekyo. Ne consegue che il grande Maestro Nichiren è rispettato ed onorato da tutti i credenti della Honmon Butsuryushu.

Maestro della Nichiren Shu: Non credete sia difficile comprendere quello che avete detto a meno che non si conosca l'insegnamento rivelato nel capitolo Jinriki del Sutra del Loto?

Rev. Nisso Fukuoka: Per comprendere appieno questo insegnamento è necessario conoscere e capire tutti gli Otto Capitoli di Honmon, dal 15 al 22.

Maestro della Nichiren Shu: Dal momento che il grande Maestro Nichiren era discepolo del Buddha Shakyamuni nel Remoto Passato, noi della Nichiren Shu lo riteniamo un discepolo di alto rango nella nostra fede. Probabilmente, paragonati alla Honmon Butsuryushu, trattiamo il Maestro con eccessiva leggerezza. Cosa implica il fatto che la Honmon Butsuryushu consideri il grande Maestro Nichiren la reincarnazione del Bodhisattva Jogyo? E qual è, dal vostro punto di vista, la relazione esistente fra il Bodhisattva Jogyo e il Buddha Eterno?

Rev. Nisso Fukuoka: Prima di affrontare questi argomenti, vorrei soffermarmi sulla relazione che esiste fra il Daimoku e il Buddha Eterno. Il Grande Maestro Nichiren affermò che Namu Myohorengekyo e il Buddha Eterno sono, in essenza, la stessa entità. Il Daimoku, la mistica Legge e il Buddha in quanto essere umano, sono identici formano un'unica entità (ninpo-ikka, ndr.).

Maestro della Nichiren Shu: Sebbene la Honmon Butsuryushu consideri la Legge e il Buddha un'unica entità (unicità di Persona e Legge, ndr.), affermate poi che il Gohonzon (il focus della devozione e il Mandala, l'oggetto di culto ndr.) è Namu Myohorengekyo.

Rev. Nisso Fukuoka: Esattamente. Il Daimoku in quanto Legge (Dharma) è di importanza primaria mentre il Buddha come persona è di natura secondaria.

Maestro della Nichiren Shu: Capisco. Se il Buddha Shakyamuni e il Daimoku sono un'unica entità, per quale ragione il Daimoku non è stato donato all'umanità direttamente dal Buddha Eterno, piuttosto che essere trasmesso, prima al Bodhisattva Jogyo e, per mezzo di lui, giungere a noi?

Rev. Nisso Fukuoka: Il Bodhisattva Jogyo appare esclusivamente negli Otto Capitoli di Honmon del Sutra del Loto, e più precisamente dal capitolo 15: Jujiyujup-pon, passando per i capitoli 16: Nyorai-Juryo-hon, e 21: Nyorai-Jinriki-hon, fino al capitolo 22: Zokurui-hon. Questi Otto Capitoli sono considerati una sessione dell'insegnamento originale del Remoto Passato. Se analizziamo la questione da questo punto di vista, il Daimoku che noi invochiamo venne trasmesso al Bodhisattva Jogyo dal Buddha e, di conseguenza, è il Daimoku del Bodhisattva Jogyo che semina nella mente di tutti gli esseri viventi la Vera Causa della Buddhità.

Il Bodhisattva Jogyo apparve nel periodo di Mappo nella persona del grande Maestro Nichiren che, come ho già avuto modo di dire, è il nostro padre nella fede (maestro, sovrano e genitore) il grande Maestro della Semina della Buddhità. Egli pertanto non può essere considerato soltanto un discepolo di alto rango nella pratica dell'insegnamento spirituale del Sutra del Loto.

Maestro della Nichiren Shu: La Nichiren Shu ritiene che la dottrina della Honmon Butsuryushu a proposito del grande Maestro Nichiren sia simile a quella della Soka Gakkai. Cosa ne dite?

Rev. Nisso Fukuoka: Il grande Maestro Nichiren è la reincarnazione del Discepolo Diretto (Originale) del Buddha del Remoto Passato e la cui vera identità è quella del Bodhisattva Jogyo, la Vera Causa della Buddhità. La Honmon Butsuryushu rifiuta di riconosce il sillogismo paradossale della Soka Gakkai secondo il quale il grande Maestro Nichiren è direttamente il Buddha Originale.

E' pur vero che un modo in cui il Buddha Eterno si manifesta è quello della Vera Causa della Buddhità, la quale è chiamata Jogyo Bodhisattva, e che il grande Maestro Nichiren è la reincarnazione del Bodhisattva Jogyo. Tuttavia, il Maestro Nichiren era solo un essere umano che apparve nel nostro mondo di Saha e in un periodo di decadenza spirituale, l'Epoca di Mappo. Considerare il grande Maestro Nichiren, un essere umano, il Buddha Eterno, è assolutamente offensivo e irriguardoso ed è far torto a quanto ha insegnato il Maestro. Nella Honmon Butsuryushu onoriamo Nichiren Daibosatsu come grande Maestro, Padre e Signore, ma non lo consideriamo essere il Buddha Eterno.




La dottrina della duplice realtà del Buddha

Maestro della Nichiren Shu: A proposito della teoria sui due aspetti del Buddha formulata da Nichiryu Daishonin, la Nichiren Shu la trovava simile alla teoria del Buddha Originale nella Soka Gakkai ma ora ho capito che la Honmon Butsuryushu considera il grande Maestro Nichiren come un essere umano e non come il Buddha Eterno.

Ad ogni modo, nel vostro precedente discorso, avete citato una frase dagli insegnamenti di Nichiryu Daishonin nella quale si afferma che il praticante può diventare all'istante il Bodhisattva Jogyo; diventare Buddha nella forma presente (Sokushin Jobutsu, ndr.). Che cosa significa?

Rev. Nisso Fukuoka: Significa che i fedeli praticando l'insegnamento spirituale trasmesso dal Bodhisattva Jogyo, entrano a far parte della schiera dei Bodhisattva della Terra guidata da Jogyo stesso, manifestazione del Buddha Eterno e Originale.

Maestro della Nichiren Shu: Per quale ragione il Bodhisattva Jogyo è Buddha all'istante?

Rev. Nisso Fukuoka: Diventare Buddha istantaneamente significa diventare un Buddha grazie alla Vera Causa della Buddhità. Supponiamo, per esempio, che delle persone vengano traghettate da una sponda all'altra di un grande fiume su una barca. Il barcaiolo trasporta le persone dal mondo di Saha e le lascia scendere sulla Terra del Buddha. In seguito il barcaiolo torna nel mondo di Saha con la barca vuota: questa azione di pratica continua è la Via del Buddha ed è la vera essenza dell'Illuminazione. In altre parole, invocando il Daimoku da soli e raccomandarne la pratica agli altri è Illuminazione: la pratica pone i meriti della Buddhità di momento in momento e ogni momento di pratica è un istante di Illuminazione.



La Verità e il mondo del Sutra del Loto

Maestro della Nichiren Shu: Capisco. Ci sono domande dall'auditorio?

Domanda dall'auditorio: Mi chiamo Mihara e vengo da Hiroshima. Molti di noi credono che il cuore della dottrina delle Tre Esistenze (passato, presente e futuro) risieda proprio in quella della Semina. Tuttavia la Nichiren Shu di oggi ha accolto il razionalismo moderno e, di conseguenza, la visione dell'insegnamento di Nichiren all'interno della nostra Scuola sta cominciando a cambiare. In altre parole, nella Nichiren Shu si sta cominciando a dubitare dell'effettiva realtà delle Tre Esistenze secondo la quale lo spirito di un defunto continua ad esistere dopo la morte. Ritengo che la Nichiren Shu non consideri abbastanza la dottrina della Semina. Qual è il vostro punto di vista a proposito della dottrina delle Tre Esistenze?

Rev. Nisso Fukuoka: Cercare di afferrare la Verità dell'insegnamento che custodiamo come se fosse una questione materiale crea inevitabilmente molte incongruenze. Anche per quel che riguarda il Sutra del Loto è molto difficile riuscire ad accettare il contenuto del testo allo stesso modo di una verità storica. E' assurdo, per esempio, credere che un gigantesco St?pa formato da sette tipi di gemme preziose sia concretamente emerso dalla terra e si sia innalzato in cielo. Cercare di spiegare alla lettera questo genere di eventi meravigliosi, caratteristici del Sutra del Loto, conduce inevitabilmente ad allontanarsi dall'essenza del risveglio spirituale del Buddha. Il mondo dell'Illuminazione non può essere spiegato compiutamente a parole ed è per questa ragione che gli uomini non riescono a comprenderne il significato. Per questo motivo si ricorre all'intermediazione delle immagini.

Credo esistano due modi per accostarsi alla Verità: uno è attraverso il metodo matematico proprio della scienza. L'altro è attraverso l'intuizione la quale usa la poesia, le metafore e le analogie; una appartiene alla interpretazione che la parte sinistra del cervello da della realtà mentre l'altra alla sinistra ed è a questa che fa appello la comprensione del Sutra del Loto; credo che sia un nonsense cercare di cogliere il significato e il valore dei sutra usando il metodo scientifico-matematico.

Gli eventi che ebbero luogo sin dal Remoto Passato fino al tempo del Buddha Shakyamuni, inclusi i tre stadi di Shu-Juku-Datsu, non possono essere considerati da un punto di vista prettamente storico e letterale. Essi devono essere considerati dal punto di vista della Verità spirituale intuita e rivelata in forma simbolica e per immagini, dal Buddha. Ritengo sia un grave errore considerare il linguaggio simbolico-immaginale come un qualcosa che appartiene esclusivamente al passato, i simboli infatti trascendono il tempo.



Il Mandala-Gohonzon

Domanda dall'auditorio: Mi chiamo Tajimoto e vengo dalla prefettura di Kanagawa. Io credo che il cuore dell'insegnamento di Nichiren risieda nella dottrina di ichinen-sanzen. Approfondendo l'analisi di tale insegnamento si viene a scoprire che esiste un ichinen-sanzen teorico (Ri-ichinen-sanzen) e un ichinen-sanzen concreto (Ji-ichinen-sanzen). Dal punto di vista dell'ichinen-sanzen concreto, ognuno dei dieci mondi è mutuamente contenuto negli altri nove, il che significa che i dieci mondi si compenetrano reciprocamente l'un l'altro. È mia opinione che il Mondo di Buddha sia il Buddha Eterno e non il Daimoku e che gli altri nove mondi siano il nostro mondo. Il nostro mondo e il mondo del Buddha Eterno si uniscono attraverso l'invocazione del Daimoku e il Daimoku dovrebbe essere recitato dai praticanti contemplando il Gohonzon di Myohorengekyo, il Buddha Eterno. Myohorengekyo viene unito a Namu durante la recitazione. Qual è la vostra opinione in merito?

Rev. Nisso Fukuoka: La teoria di ichinen-sanzen di Nichiryu Daishonin non è l'unico riferimento dottrinale da prendere in considerazione. Tutto si basa sul principio di Ji: Ji-no-ichinen sanzen, Ji-no-Honzon, Ji-no-Goriyaku.

Il Ji-no-Honzon è il Mandala dei Dieci Mondi, i Dieci Regni nei quali vivono tutti gli esseri viventi. Il grande Maestro Nichiren ha iscritto il Daimoku al centro del Mandala, affiancandolo a sinistra dal Buddha Shakyamuni e a destra dal Tathagata Taho. Anche i nomi dei Bodhisattva e degli Shoten Zenjin sono scritti nel Mandala. Il Mandala ci mostra che tutti i Buddha, tutti i Bodhisattva e tutte le divinità dell'universo sono uniti assieme nel Primo Stadio dei Quattro Stadi della Fede e dei Cinque Stadi della Pratica, cioè come dei semplici devoti e principianti, nel momento di fede, comprensione e gioia (ichinen shinge, ndr.). Essi sono tutti rivolti al Daimoku e recitano Namu Myohorengekyo all'unisono.

Nel caso della Nichiren Shu, voi ritenete che il Gohonzon non sia Namu Myohorengekyo ma Myohorengekyo e che la parola Namu venga aggiunta dai credenti a Myohorengekyo come prefisso quando invocano il Daimoku. Ma non è così. Quando vediamo Namu Myohorengekyo iscritto al centro del Mandala significa che questo è il Mandala del Daimoku e non il Mandala di Myohorengekyo. Perché? Perché il Daimoku che noi invochiamo è il Gohonzon o per dirla in un altro modo, il Mandala invoca il Daimoku. Il Mandala è vivo. Sia il Mandala che i praticanti invocano il Daimoku all'unisono. Tutti i Buddha, i Bodhisattva e gli Shoten Zenjin sono uniti nel Primo Stadio della Fede e (nel Primo Stadio) della Pratica come semplici devoti e principianti che recitano il Daimoku assieme. È questo il vero aspetto del Gohonzon dei Dieci Mondi. Questo è il Ji-no-Honzon.

Il Myoko Ichiza, che venne redatto da Nissen Shonin, afferma: "Che tutti i santi signori siano invocati dai dieci mondi, che lascino la loro condizione di maestri per recitare le sacre Sillabe di Namu Myohorengekyo come semplici devoti; intensifichino essi lo splendore della loro saggezza e godano della gioia del Dharma, diventando Uno con la mente del Buddha e abbracciandoci nella loro compassione".

È questo il vero modo di praticare la spiritualità originale del Buddha Eterno. E' un modello e un esempio che noi tutti dobbiamo seguire: accettare questa pratica spirituale significa in sostanza porre nel nostro spirito (mente) i Semi della Buddhità. Contemplare il Ji-no-Honzon e invocare Namu Myohorengekyo è Ji-no-ichinen-sanzen: facendo questo entriamo nel Mandala e seminando la Vera Causa della Buddhità (Honnin-myo-Jobutsu) raggiungiamo in quel preciso momento l'Illuminazione (Ji-no-Jobutsu) e riceviamo il Vero Beneficio (Ji-no-Goriyaku). Questo è la dottrina della Semina della Vera Causa della Buddhità nella mente di tutti gli esseri viventi di Nichiryu Daishonin.



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