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L'offerta del riso bianco - Jiri Kuyo Gosho 1275
Ho ricevuto il sacco di riso, il sacco di taro e il canestro di alghe di fiume che
così generosamente mi hai inviato per mezzo dei tuoi servi. L'uomo ha due tipi di
tesori: i vestiti e il cibo. Un sutra afferma: «Tutti gli esseri senzienti vivono
di cibo». Per l'uomo, la sopravvivenza in questo mondo dipende dal cibo e dai vestiti.
Per i pesci l'acqua nella quale vivono è il più grande tesoro, e per gli alberi
lo и il terreno su cui crescono.
La vita dell'uomo и sostenuta da ciт che mangia e per questo il cibo и il suo tesoro.
Tuttavia, il piщ prezioso di tutti i tesori и la vita stessa. Nemmeno i tesori dell'intero
universo possono eguagliare il valore di una singola vita umana. La vita и come
una lampada e il cibo come l'olio. Quando l'olio и finito la fiamma si spegne, e
senza cibo la vita si interrompe.
Nel venerare tutte le divinità e i Buddha si è soliti far precedere la parola "Nam"
ai loro nomi. Ma qual è il significato di "Nam"?
Questa parola deriva dal sanscrito; è tradotta Kuei-ming in cinese e Kimyo in giapponese
e significa dedicare la propria vita. In definitiva vuol dire offrire la propria
vita al Buddha.
Alcuni hanno moglie, figli, servi, possedimenti, oro, argento o altri tesori, a
seconda della loro condizione. Altri non hanno proprio niente. In ogni caso, che
uno possieda delle ricchezze o meno, la vita stessa è sempre il più prezioso dei
tesori. Questo è il motivo per cui i santi e i saggi del passato offrirono la loro
vita al Buddha, e diventarono essi stessi Buddha.
Sessen Doji offri il suo corpo a un demone per ricevere in cambio un insegnamento
composto di otto caratteri. Il bodhisattva Yakuo, non avendo olio, si bruciò un
gomito in offerta al Sutra del Loto. Nel nostro paese, il principe Shotoku si strappò
la pelle di una mano per copiarvi il Sutra del Loto, e l'imperatore Tenji si bruciò
il dito medio in offerta al Buddha Shakyamuni. Tali pratiche austere sono per santi
e saggi, ma non per la gente comune.
Anche i comuni mortali, ad ogni modo, possono raggiungere la Buddhita se nutrono
nel proprio cuore un'unica cosa: una fede sincera. Più profondamente, una fede sincera
è la volontà di comprendere e di vivere lo spirito, non le parole, del Sutra.
Che cosa significa? In un certo senso, vuol dire che offrire il proprio unico vestito
al Sutra del Loto equivale a strapparsi la pelle e, in tempo di carestia, offrire
al Buddha l'unica ciotola di riso da cui dipende la sopravvivenza è dedicare la
propria vita al Buddha. I benefici che derivano da tale dedizione sono grandi come
quelli che ricevette il bodhisattva Yakuo bruciandosi il gomito, o Sessen Doji offrendo
la sua carne a un demone.
Perciò, se i santi si consacravano offrendo il loro corpo, i comuni mortali possono
farlo attraverso la sincerità delle loro offerte. Il precetto della donazione, esposto
nel settimo volume del Maka shikan, in effetti insegna lo spirito dell'offerta.
Il vero sentiero della vita sta nelle cose di questo mondo. Nel sutra Konkomyo si
legge: «Avere una profonda conoscenza di questo mondo è di per sé Buddhismo». Il
sutra del Nirvana afferma: «Qualunque sia la fonte, tutte le scritture e gli insegnamenti
sono essenzialmente la rivelazione della veritа buddhista. Non sono insegnamenti
non-buddhisti».
Al contrario, nel sesto volume del Sutra del Loto si legge: «Nessuna cosa che riguardi
la vita o il lavoro è in qualche modo diversa dalla realtа fondamentale». Nello
spiegare il vero significato che si nasconde in queste citazioni, Miao-lo insegnò
che i primi due sutra sono profondi, ma ancora superficiali se paragonati al Sutra
del Loto. Laddove quelli si riferiscono alle cose del mondo in termini di Buddhismo,
il Sutra del Loto spiega che le cose del mondo sono essenzialmente il Buddhismo.
I sutra precedenti il Sutra del Loto insegnavano che tutti i fenomeni derivano dalla
mente di una persona. La mente è come la terra, e i fenomeni sono come le piante
che vi crescono. Ma il Sutra del Loto insegna che la mente è una cosa sola con la
terra, e che la terra è una cosa sola con le sue piante. I sutra provvisori dicono
che una mente tranquilla è come la luna e che un cuore puro è come un fiore, ma
il Sutra del Loto afferma che il fiore e la luna sono essi stessi cuore e mente.
Perciò è ovvio che il riso non è solo del semplice riso, ma la Vita stessa.
Dato che il reggente non volle assaggiare il sontuoso cibo [del Buddhismo], non
c'era nient'altro che io potessi fare, e così mi sono ritirato nella foresta. Sono
un uomo comune, e trovo difficile sopportare il freddo dell'inverno o il caldo.
Non ho neanche abbastanza da mangiare. Non potrei mai emulare l'impresa di quell'uomo
che si dice abbia camminato per diecimila ri con un solo pasto, o quella di Confucio
e suo nipote che consumarono solo nove pasti in cento giorni. Senza cibo non potrei
continuare per molto tempo a recitare il Sutra, o a concentrarmi in meditazione.
Dunque le tue offerte sono ben più che semplici doni. Forse il Buddha stesso ti
ha suggerito di prenderti cura di me, forse sei stato spinto dal karma che hai formato
nel passato. È impossibile dire tutto quello che vorrei in questa lettera.
Con mio profondo rispetto,
Nichiren