Il Sutra del Loto, il vero insegnamento del Buddha
Tutti i dubbi che Rencho nutriva riguardo alla verità vennero completamente dissipati
dalle parole del Sutra del Nirvana: “Seguite la Legge e non la persona; seguite
quei sutra che rivelano il significato completo del Dharma e non quelli che ne rivelano
solo una parte”. Fu allora che Nichiren capì che nell’ insegnamento buddhista è
compresa ogni verità e che le persone avrebbero dovuto abbandonare la fede in scritture
che non rivelano l’insegnamento del Buddha. Fu attraverso queste riflessioni che
Nichiren Daibosatsu giunse alla fede nel Sutra del Loto, l’insegnamento ultimo del
Buddha, lo scopo stesso della Sua nascita in questo mondo, il sacro testo nel quale
il Buddha Shakyamuni aveva rivelato la Sua vera identità. Attraverso una profonda
introspezione ed una attenta lettura del Sutra del Loto, Nichiren comprese che era
suo compito realizzare la volontà del Buddha predicando e propagando il Sutra del
Loto in questo mondo pieno di difficoltà e di sofferenze, anche a costo della propria
vita.
Il Sutra del Loto era stato introdotto in Giappone sin dai tempi del Principe Shotoku,
il quale basò la sua costituzione anche sui principi esposti nel Sutra stesso. In
seguito, un ulteriore arricchimento alla spiritualità del Sutra del Loto venne data
dal Grande Maestro Dengyo, il quale portò il Sutra del Loto all’attenzione di numerosi
maestri buddhisti. Sin dai tempi antichi, quindi, il Sutra del Loto era considerato
con grande rispetto da tutti i buddhisti. Nonostante ciò, solo Nichiren riuscì ad
interpretare il Sutra del Loto in modo talmente profondo e meraviglioso. Ai tempi
del nostro Grande Bodhisattva, la maggior parte delle persone aveva abbracciato
la fede nel Buddha Amida, un Buddha mai apparso storicamente ed era convinta che
se avesse ripetuto con fede devota il Nembutsu, ovvero la ripetizione del nome del
Buddha Amida, avrebbe potuto ottenere la rinascita nel Paradiso d’Occidente. Questo
tipo di devozione aveva indotto le persone a pensare che la salvezza sarebbe stata
possibile solo abbandonando questo mondo per il Paradiso e che di conseguenza, essa
si sarebbe potuta ottenere soltanto dopo la morte. Inoltre, questa fede aveva fatto
sì che i giapponesi abbandonassero il Buddha Shakyamuni, il primo ad insegnare il
Buddhismo agli uomini. Molti altri offendevano il Sutra del loto, affermando che
esso non era l’insegnamento supremo o che era troppo difficile da comprendere e
che per questa ragione, solo il Nembutsu avrebbe salvato le persone dell’Era di
Mappo.
Nichiren Daibosatsu era determinato a correggere questa erronea interpretazione
del Sutra del Loto e a propagarlo in perfetto accordo con l’insegnamento del Buddha
Shakyamuni, per poter salvare tutte le persone.
Il Sutra del Loto è la raccolta delle ultime predicazioni del Buddha Shakyamuni
e in esso è contenuta la rivelazione della vera ed eterna natura o Buddhità, nella
persona del Buddha Shakyamuni, che apparve in questo mondo per salvare tutti gli
esseri viventi. In altre parole, il Buddha storico non è altro che una manifestazione
della Legge universale, Myoho, che è alla base di ogni cosa e di tutte le forme
di esistenza. L’altra grande lezione del Sutra del Loto è l’affermazione che la
Buddhità è raggiungibile da chiunque, senza nessuna distinzione di sesso, razza,
condizione sociale o altro.
Il clero aveva distorto il Buddhismo ed era penetrato nei centri del potere, corrompendosi.
Era assolutamente chiaro che chiunque avesse denunciato lo stato di degrado nel
quale si trovava l’Insegnamento del Buddha sarebbe andato incontro a serie persecuzioni.
Nichiren comprese inoltre che se avesse deciso di intraprendere la sua missione
di propagazione del Sutra del Loto, non solo lui sarebbe andato incontro a tali
persecuzioni, ma anche i suoi familiari e il suo maestro. Il Buddhismo insegna che
la cosa fondamentale è seguire la Legge e non la persona e che tale Legge è esposta
compiutamente solo nel Sutra del Loto, al quale gli altri sutra dovevano condurre.
Rencho tornò al Tempio Seichoji, deciso a riportare il Buddhismo alla gente e a
denunciare la pessima condotta del clero che, invece di propagare il Buddhismo,
preferiva frequentare gli ambienti nobiliari.
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